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Indoari
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Gli mwcqIndoari, o mwcgArii (anche mwcwAriani o mwdaIndoariani)cite-ref-1[1], sono un antico popolo nomade appartenente al gruppo mweqindoiranico dei mwegpopoli indoeuropei, che penetrò nel mwewsubcontinente indiano nel mwfaII millennio a.C., subentrando alla mwfqciviltà della valle dell'Indo e imponendosi su un ampio territorio.

Disperdendosi su un'area tanto vasta, la lingua di questo popolo (di matrice mwfwindoiranica) subì un processo di frammentazione, che diede origine alle varie mwgalingue indiane antiche (come il mwgqsanscrito) e moderne (come l'mwgghindi).

Contents

Note

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Le origini

Le origini degli Indoari sono probabilmente da ricercare nella mwhwcultura di Andronovo, cultura indoeuropea che fiorì fra il mwiaIII e il mwiqII millennio a.C. in mwigAsia centrale. Qui vivevano principalmente di pastorizia e dell'allevamento dei mwiwcavalli. Alcuni studiosi, come ad esempio mwjaMallory, ritengono possibile che le popolazioni proto-indoarie della cultura di Andronovo durante la loro discesa verso sud abbiano adottato lo stile di vita sedentario e urbanizzato della civiltà del BMAC (mwjqComplesso archeologico bactriano-margiano), fra mwjgTurkmenistan, mwjwUzbekistan, mwkaTagikistan e mwkqAfghanistan, per poi insediarsi definitivamente nel mwkgsubcontinente indiano alla metà del II millennio a.C.cite-ref-2[2] dove diedero origine alla mwlwcultura dello Swat.

Secondo alcuni studiosi, alcuni gruppi Indoarii si spinsero invece fino in mwmqMesopotamia nel 1700 a.C. circa dove divennero l'aristocrazia di mwmgMitannicite-ref-3[3].

Migrazione in India

A partire dal 1800 a.C. circa, grandi masse di popolazioni si spostarono a sud, penetrando, probabilmente in varie ondate, nel mwqqsubcontinente indiano. All'origine di queste migrazioni ci fu probabilmente un drastico mutamento climatico (caratterizzato da una notevole diminuzione delle temperature e delle precipitazioni) che, all'inizio del mwqgII millennio a.C., interessò probabilmente l'intera mwqwAsia sud-occidentale, colpendo duramente la stessa India e portando quasi al collasso l'antica ed evoluta mwraciviltà della valle dell'Indo.

Le tribù indoarie penetrano così, in modo lento ma costante, prima tra le montagne mwrgHindu Kush, e successivamente, a partire dal 1600 a.C., oltre la pianura dell'mwrwIndo, conquistando o spingendo a sud le popolazioni locali (mwsaDravida). La natura tendenzialmente indipendente dei principi guerrieri impedì tuttavia la formazione di imperi o grandi stati organizzati, mantenendo al contrario gli Arii in una condizione di instabilità politico-militare dovuta agli scontri con le popolazioni locali e con successivi gruppi migratori.

A partire dal 1300 a.C. le tribù arie consolidano progressivamente il loro dominio in tutto il nord-ovest indiano, spingendosi successivamente fino al mwsgPunjab e alla valle del mwswGange (espansione collegata alla diffusione della mwtacultura della ceramica grigia dipinta), diffondendo in gran parte del subcontinente la lingua mwtqsanscrita, oltre ad alcune innovazioni, tra cui l'uso del mwtgferro.

Il sud dell'India rimase comunque indipendente e saldamente legato alla cultura dravidica, con la nascita di diversi stati molto evoluti, che sapranno mantenersi indipendenti per quasi due millenni. Nel resto dell'India, gli Arii si fondono spesso con le popolazioni locali, dando vita a una nuova, complessa, civiltà recante chiare tracce di entrambi i retaggi. Tuttavia, nonostante molte eccezioni, i vincitori impongono generalmente un sistema sociale basato sulle mwuacaste (mwuqvarna in sanscrito, che assume il significato di mwugcolore), che estromette i discendenti dei dravida dalle posizioni più influenti. Articolato in mwuwmwvabrahmani (sacerdoti e studiosi dei testi sacri, unici abilitati alla celebrazione dei riti sacri), mwvqmwvgkshatriya (guerrieri rappresentanti il ceto politico-amministrativo), mwvwmwwavaishya (artigiani, commercianti, allevatori), mwwqmwwgshudra (servitori addetti ai lavori proibiti agli Arii) e mwwwmwxaparia (gli intoccabili, cioè i fuori-casta) questo sistema riserva le prime due e più importanti caste ai soli discendenti degli arii.

Società

Gli indoari erano suddivisi in mwxwjāna (mwyasanscrito, corrispettivo del mwyqlatino mwyggentes) a loro volta suddivisi in "clan" (mwywviś) guidati da un capoclan (mwzaviśpáti). Erano allevatori nomadi che progressivamente si stanziarono in cittadelle fortificate con mura di terra battuta (mwzqsanscrito vedico mwzgpúr पुर, corrispondente al mwzwgreco antico πόλις mwaamwaqpolis) come già prima di loro i nemici mwagDāsa. Dalle scritture vediche questi mwawĀrya appaiono ricchi, dediti a feste cerimoniali a base di carne e di mwbamadhu (liquore a base di mwbqmiele come l'mwbgidromele, corrispondente al mwbwnorreno mwcamjǫðr)cite-ref-filoramo-4-0[4]. I villaggi degli indoari venivano eretti dopo un cerimoniale di mwdqconsacrazione complesso che prevedeva l'aratura del luogo e la messa in posa di nove colonne (mwdgsthūṇā) destinate a sostenere gli edifici. Al centro del villaggio era posta la colonna più importante (mwdwskambha) posto come albero primordiale che sostiene il Cielo (mweaDiv o mweqDyú).

Tecniche militari

La tecnica di combattimento era basata su mwfacarri da guerra trainati da cavalli, montati da un mwfqauriga e da un principe guerriero armato con armi di mwfgbronzo. L'armamento limitava il combattimento alle regioni pianeggianti e le azioni belliche furono sempre indirizzate verso la razzia dei centri delle popolazioni agricole.

La religione vedica degli Arii

Le divinità adorate dalle popolazioni arie sono descritte nei testi sacri dei mwggVeda, e sono le stesse che vennero comprese, talvolta con ruoli simili, talvolta diversi, anche nella religione dello mwgwzoroastrismo seguita nell'odierno mwhaIran. Le divinità principali sono mwhqIndra (la tempesta), i mwhgMarut (eroi compagni e seguaci di Indra), mwhwSoma (la bevanda inebriante preparata nel corso dei rituali e offerta agli dèi), mwiaMitra (l'amicizia e il patto), mwiqVaruṇa (il cielo), mwigAgni (il fuoco, in particolare quello acceso per il rituale), mwiwRāma (la sovranità), mwjaYama (la morte), mwjqSūrya (il sole), mwjgUṣas (l'aurora), mwjwDurgā (la creazione e distruzione).

Note

cite-note-11. Il termine, coniato nell'era moderna, è un composto di mwlgHinduš, che in mwlwpersiano indicava il fiume mwmaIndo (mwmqgreco antico Ἰνδός mwmgIndos) e in seguito ha dato il nome all'mwmwIndia, e mwnaārya, nome maschile che in mwnqsanscrito significa "nobile" e veniva usato, con connotazioni religioso-spirituali, in riferimento a sé stessi da quelle tribù indoeuropee attraversarono la valle dell'Indo, si stabilirono per un certo periodo nell'angolo nord-occidentale dell'India (a cui venne dato in seguito il nome di Āryavārta, in cui mwnwvārta vale "dimora") e da lì occuparono poi il resto del paese.
cite-note-22. mwowEIEC, pag. 73.
cite-note-33. Manfred Mayrhofer, mwpwEtymologisches Wörterbuch des Altindoarischen, Heidelberg 1986-2000, II 293
cite-note-filoramo-44. mwqwGiovanni Filoramo (a cura di), mwraDizionario delle religioni, Torino, Einaudi, 1993.

Voci correlate

• mwsaAriosofia
• mwtaDravida
• mwtgIndo
• mwugIndoiranici
• mwvaIranici
• mwvgNordicismo
• mwxaRazza ariana

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Indoari

Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaariani, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.